giovedì 28 ottobre 2010
Acri, è una cavalcata vincente
Chi avrebbe mai detto che dopo sette giornate l’Acri sarebbe stato in testa? Forse nessuno. O forse uno sì. Angelo Andreoli. Che con grande entusiasmo ha accettato in estate la proposta del club rossonero, voglioso di riscattare l’esonero della stagione precedente a Rende. Affrettato o no, ormai è acqua passata. Inutile starci a pensare su, tanto più che non è detto che un esonero è una bocciatura solenne. A volte serve per capire i propri errori, specie quando si è alle prime armi dopo una carriera spesa tra i campi di mezza Italia. Evidentemente Andreoli i suoi errori, le sue sbavature, le sue incertezze è riuscito a limarle. Ed ecco allora che la sua squadra viaggia a cento all’ora in un campionato dove fare risultato è difficilissimo. Sempre e comunque. Diciotto punti in sette gare (e con il rammarico di essersi fatti rimontare a Montalto quando si era in vantaggio per 1-0) la dicono lunga sullo stato di forma dei rossoneri, squadra che dietro concede sempre molto poco e che ha trovato in Paolo Gallo un terminale incisivo, micidiale. Sei centri per l’ex bomber del Cosenza, dello Scalea e della Rossanese, che ha trovato però solo ad Acri, a pochi chilometri dalla sua città, l’habitat naturale per far esplodere le sue qualità. Si viaggia alla media di quasi un gol a partita, mica bruscolini. E siccome l’appetito vien mangiando, ecco che domenica c’è una buona occasione per restare da soli al comando della classifica. Arriva infatti il Cutro, squadra sicuramente alla portata dell’undici di Andreoli e che, tra l’altro, oggi giocherà il recupero contro il Guardavalle e quindi potrebbe risentire un po’ della fatica del turno infrasettimanale. Ma l’Acri sa che per vincere non deve avere cali di concentrazione. Al di là di ogni avversario.
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